La chirurgia della bellezza può alleviare disagi psicologici oltre a quelli fisici?

Uno studio condotto dalla Società Americana di Chirurgia Plastica (Asps) evidenzia che il 75% degli intervistati afferma di aver scelto la chirurgia estetica per acquisire un’immagine migliore e uno stile di vita più attivo. Allo stesso modo il 70% ha osservato un vantaggio emozionale e psicologico dopo la chirurgia, con impulsi positivi anche per la propria felicità, la stima e la sicurezza in sé. Altrettanto notevole l’ultimo dato: il 45% assapora ogni giorno il vantaggio di essere diventato più attraente.

 

Occhi aperti sulle aspettative.

Avere aspettative concrete e realistiche è di fondamentale importanza.
Il candidato ideale agli interventi di chirurgia estetica è una persona che prova un reale disagio legato ad un determinato difetto fisico e ha nei confronti delle procedure chirurgiche un sano atteggiamento realistico.

Sebbene la chirurgia estetica possa cambiare in meglio la percezione della propria immagine, è bene che il rapporto con se stessi sia sereno e sano già prima dell’intervento. Sulla base di uno screening pre-operatorio possono emergere diverse opzioni rispetto al trattamento da eseguire: il chirurgo può decidere di non eseguire l’intervento a causa del funzionamento psicologico alterato o a causa delle aspettative irrealistiche del paziente, oppure può inviare il paziente ad una consulenza psicologica e posticipare l’intervento o programmare una psicoterapia post-operatoria.

Parola d’ordine: confidarsi con il chirurgo.

Frequentemente il paziente si rivolge al chirurgo plastico-estetico per motivazioni dettate da esigenze fisiologiche, ovvero nel caso in cui vi sia un difetto fisico che ostacola funzioni vitali dell’organismo (come la respirazione), oppure nel caso in cui sia necessaria la correzione di malformazioni congenite o postumi di traumi, incidenti o malattie. A volte le esigenze del paziente sono di tipo puramente estetico; altre volte il paziente presenta entrambe queste esigenze.

È importante descrivere accuratamente quali sono i tratti del proprio corpo che creano disagio.

E dopo l’intervento…

Se ci sono state sincerità e collaborazione ecco che , con l’aspetto esteriore ottenuto dopo un intervento di chirurgia estetica, si assiste molto spesso ad una rielaborazione della propria immagine interiorizzata, ma nello stesso tempo proiettata all’esterno, e questa rielaborazione incide a livello psicologico talvolta in maniera sostanziale.
Diversi studi hanno dimostrato che la correzione di difetti della forma (dismorfie) va oltre la modifica “esterna” ma agisce maggiormente sulla percezione dell’Io corporeo (inteso come l’autopercezione soggettiva che una persona ha costruito di se stessa , che non è la riproduzione fedele  del dato di realtà) , questo nuovo  processo di elaborazione si manifesta esternamente sotto forma di maggiore autostima , di maggiore disponibilità ad interagire  e maggiore produttività lavorativa.

La chirurgia incide quindi sul benessere psicofisico, modificando la percezione che il soggetto ha di se stesso, come componente di una coppia, di una famiglia, di una comunità.

 

Per informazioni e appuntamenti:
Dott.ssa Giulia Boscaini
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