La mastoplastica additiva è da sempre uno degli interventi maggiormente richiesti nell’ambito della Chirurgia Plastica.

La dimensione e la forma della protesi sono correlate ad alcune caratteristiche soggettive della paziente come il diametro della regione mammaria, la distanza dal solco mammario del complesso areola capezzolo e lo spessore della cute.

Dove impiantare la protesi?

La valutazione dello spessore di cute e sottocute al polo superiore si può avere tramite la manovra del pinzamento cutaneo, e costituisce il un importante discriminante per decidere dove impiantare la protesi.Se al polo superiore sono presenti almeno 2cm di tessuto cutaneo-sottocutaneo “pinzato” sarà possibile impiantare la protesi nella regione sotto-ghiandolare oppure, in casi di estrema magrezza, è obbligatorio l’impianto sotto al muscolo grande pettorale onde evitare la visibilità del bordo protesico superiore.

Che forma e volume avrà il seno?

Per ogni tipologia esiste una variabile di proiezione (o sporgenza) più o meno pronunciata.
Tra le caratteristiche da ricordare per quanto concerne il volume finale, c’è la valutazione di quanto tessuto adiposo o ghiandola siano presenti o residui, in quanto questi volumi andranno a sommarsi a quello della protesi scelta.

Per quanto riguarda la forma della protesi possiamo trovare:

  • protesi tonda: esalta soprattutto il polo superiore. Ha sempre la stessa forma indipendentemente dalla possibile rotazione post impianto.
  • protesi anatomica: ricalca in modo più naturale la forma fisiologica della mammella, aumentandone la dimensione. In caso di rotazione altera profondamente il profilo mammario.

Il contenuto della protesi è nella maggior parte dei casi costituito da gel di silicone o silicone con sfere di borosilicato. L’involucro può essere di silicone liscio, testurizzato (reso ruvido) o con rivestimento di poliuretano.

Protesi ergonomiche adattive, cosa sono?

Sono protesi ergonomiche che consentono di superare il concetto di protesi tonda grazie alla particolare viscosità del gel contenuto, pur conservando le caratteristiche di nessun rischio nel caso di mal rotazione.

Caratteristiche particolari di queste protesi sono:

  1. Involucro ad alta prestazione con notevole resistenza alla trazione e quindi alla rottura.
  2. Presenza di uno strato barriera in grado di minimizzare la diffusione del gel di silicone.
  3. Viscoelasticità del silicone variabile in base a quanto si vuol mantenere proiettato il polo superiore rispetto all’inferiore.
  4. Superfice dell’involucro protesico regolare ed omogenea senza cavità aggressive o residui di materiali.
  5. Sicurezza e tracciabilità dell’impianto grazie ad un micro-trasponder in caso di richiamo o evento avverso.

Utilizziamo impianti riempiti al 100% che si adattano alla forma dopo l’impianto per dare l’aspetto naturale degli impianti tradizionali “anatomici”, senza le complicanze associate alla rotazione e alla durezza dell’impianto.

La combinazione di un involucro di uno specifico elastomero elastico e le speciali proprietà reologiche del gel di silicone, grazie alla forza di gravità, spostano il massimo punto di proiezione al polo inferiore quando la paziente è posizionata in posizione eretta.

Quando la paziente si trova sulla schiena, gli impianti reagiranno in modo similare al seno naturale e il massimo punto di proiezione si muoverà più vicino al punto medio del suo seno. Gli impianti protesici anatomici adattivi si – appunto – adattano con la gravità della posizione della paziente per fornire un risultato molto naturale.

 

 

Per informazioni e appuntamenti:
Dott.ssa Giulia Boscaini
Carpi | Modena | Mirandola
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