I filler di acido ialuronico offrono la possibilità di valorizzare il viso maschile e femminile con un risultato naturale.

Ora l’approccio clinico durante la prima visita è cambiato e lo studio del volto è diventato globale: è di fondamentale importanza considerare le proporzioni del viso, il profilo mandibolare, le depressioni, le rughe e il tipo di pelle della paziente.

La sezione inferiore del viso è una delle aree che prima di altre, e in modo più evidente, può manifestare i segni dell’invecchiamento. La percezione dei primi segni di cedimento e rilassatezza dei tessuti, oltre che di eventuali disarmonie, è ancora più accentuata oggi che il terzo inferiore del volto è costantemente in primo piano nel proliferare di foto, selfie e videoconferenze. Ed è un fenomeno che, seppur con caratteristiche e motivazioni diverse, riguarda le donne come gli uomini.

Le parole d’ordine sono: angoli e definizione.

Rispetto al volto femminile, infatti, quello maschile presenta un mento più largo, piatto e prominente, con una mandibola più ampia e protrusa, sia per la struttura ossea, sia per la diversa conformazione del muscolo masseterico, più largo rispetto a quello femminile.

Il naturale processo di invecchiamento presenta aspetti in comune fra uomini e donne: in entrambi i generi si verifica uno svuotamento dei comparti adiposi profondi del terzo medio, unito al riassorbimento di osso e muscolo e – a livello superficiale – alla perdita di volume e ridistribuzione dei cuscinetti di grasso, che causa il cosiddetto “effetto bulldog” o “effetto marionetta”: il contorno inferiore del volto assume una forma ovalare, perde di definizione e si accentua la ruga orogeniena, la cosiddetta “ruga della tristezza” , che dà al viso un aspetto stanco e invecchiato.

L’utilizzo dei filler a base di acido ialuronico ha permesso di scrivere un capitolo tutto nuovo nella storia dei trattamenti per la ridefinizione del profilo mandibolare.

Queste procedure sono sempre più richieste per il loro carattere minimamente invasivo, l’assenza di tempi di recupero e la bassissima incidenza di effetti indesiderati. Inoltre questi filler sono interessati da naturali processi di riassorbimento da parte dell’organismo e pertanto i loro effetti, seppure di lunga durata, non sono permanenti. Ciò fa sì che vengano associati all’idea di un trattamento di bellezza che operi in sintonia con il corpo e permetta di non stravolgere i tratti del volto, ma di valorizzarne la naturale bellezza (o di ripristinarla, nel caso l’esigenza specifica sia quella di contrastare i segni dell’invecchiamento).

L’approccio da utilizzare si può definire “multi-layer”, perché si basa sulla somministrazione di materiali diversi, a diversi livelli di profondità e secondo un ordine e delle tecniche precise, in modo da ottenere effetti complementari tra loro, che concorrono a un risultato finale sempre personalizzato in base alle caratteristiche, all’età e agli obiettivi di ogni paziente.

Più nel dettaglio, abbiamo la necessità di intervenire sia in profondità, a livello sovra e periosteo, per “mimare” la proiezione dell’osso, sia a livello superficiale, sottocutaneo, per ottenere un “effetto lifting”. A livello profondo procederemo con un impianto di filler ad alta proiezione, che agisce come “puntello” e ha un effetto trazione sul profilo mandibolare, contrastandone il cedimento; nei pazienti uomini, in particolare, queste infiltrazioni hanno anche lo scopo di definire e aumentare l’angolo mandibolare e rendere più squadrato il mento per favorire, appunto, quell’effetto maggiormente “mascolino” che si ricerca. A livello sottocutaneo, invece, prediligeremo filler dinamici, che si distribuiscono meglio e conferiscono un aspetto più liscio e compatto ai tessuti, pur preservando la naturale mobilità ed espressività di questa parte del volto. Importantissimo è procedere alla valutazione preliminare del paziente in posizione statica e in posizione dinamica, perché un effetto che ci sembra “bello” nelle foto può diventare innaturale con i movimenti del volto.

Le conoscenze anatomiche e l’esperienza dello specialista giocano una parte fondamentale nel pianificare correttamente un intervento che è, sì, minimamente invasivo, ma che può comunque presentare alcune criticità. Anche le competenze nella scelta dei materiali iniettabili e nelle tecniche di iniezione fanno una grossa differenza.

 

Per un risultato finale assolutamente armonico e personalizzato, che valorizza appieno i tratti unici di ogni paziente:

Dott.ssa Giulia Boscaini
Carpi | Modena  Emilia Romagna
Tel 392 237 0596
Mail info@giuliaboscaini.it

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